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Per una filosofia dei Master Street

20 Dicembre 2018, 09:03

Mah, ho dovuto inserire questo che è più un sottotitolo, perché quello che avevo pensato non ci stava. Ma qui c’è spazio e quindi, signore e signori, buona lettura di questo lunghissimo articolo il cui vero titolo è…

 “Capitan Mutanda e il ritorno del Professor Chiappone”

Voi direte, ma che cavolo di titolo è?

È che in questi giorni mi sono accorto di aver compiuto 9 anni di CS… Mamma mia!

Allora mi son detto, che mi dice Google con "9 anni"? E tra i primi risultati di ricerca, c’erano anche i libri del Battello a Vapore, una famosa casa editrice per bambini.

Ecco, il primo volume proposto si intitola proprio così…

E siccome, da qualche parte dovevo cominciare, parto da questo titolo solenne!

Mi piace partire così, perché volendo parlare del gioco, volendo anche esprimere pubblicamente pensieri e idee, credo che la prima cosa da tutelare sia “l’habitat” in cui ho sempre vissuto in questo gioco. Tra un click ed un altro siamo un po’ cresciuti insieme, a volte sorridendo per una battuta, altre lamentandoci per una sconfitta in campionato, o appassionandoci all’ennesima novità del gioco.

Quindi l’habitat in cui scrivo è quello di qualcosa che potrei in qualche modo immaginare come il parco sotto casa, dove persone con caratteri e caratteristiche diverse hanno giocato, corso, chiacchierato per molto tempo. A volte ritornandovi dopo anni lo hanno trovato cambiato, ma senza che mai mancasse uno sguardo di simpatia. Alcuni lo hanno solo attraversato velocemente, ma le strade del parco sono sempre state attraversabili per chiunque.

Nel parco ci sono tanti giochi, lo scivolo, la giostra il dondolo… ci vai da bambino, poi cresci e li eviti, poi torni a guardarli con un po’ di nostalgia, ma senza farti vedere.

Ci sono le panchine, dove le mamme si fermano portandoti in carrozzina, dove imparerai presto a sederti sullo schienale, dove forse ti fumerai una paglia di nascosto, e sognerai di ricevere un bacio dalla bimba dai capelli rossi. Dove ti fermerai dopo una corsa o dopo una passeggiata, quando le gambe cominceranno a presentarti il conto degli anni.

CS è un po’ così. Un gioco che è un po' un parco giochi. Uno spazio che ho abitato in modo diverso in questi anni, dove alcuni aspetti che mi stimolavano di più sono scemati ed altri hanno preso il loro posto.

Ma un parco dove quando ci passo non posso che ricordare, prima di ogni altra cosa, chi questo parco lo ha costruito, chi vi continua a mettere nuove cose per renderlo piacevole, attraente. Un parco che sento anche mio e che vorrei contribuire a rendere sempre più ordinato ed accogliente. Sì, perché, quando sei parte di qualcosa e fai un’osservazione, non la fai per screditare o svalutare il lavoro altrui, ma perché cogli qualcosa che ti sembra distonico e ti domandi: “come si potrebbe accordare perché possa suonare meglio?”

In questi giorni, ho più volte letto espressioni di perplessità sul Master in corso da parte di più utenti. Deb lo sa bene che questo tema, da un po’ di tempo, è diventato uno dei cavalli di battaglia nei messaggi che ci scambiamo.

Quindi, queste mie righe, sono solo una tappa di un percorso in questo parco; diciamo che mi sono accorto che su questa panchina, dove ero da un po’ seduto si sono radunati altri a allora ho proposto: vi offro un caffè!

Così, ora sono con questi “quattro amici al bar” che vogliono cambiare il mondo… ma a cui non dispiacerebbe che cambiasse un po’ anche solo il mondo dei master, ovvero che fosse migliorata la nostra panchina in questo parco.

Premessa doverosa: non si parla di cose da cambiare oggi o domani; chi gestisce questo gioco ha una vita propria e fa queste cose più per passione che per altro. Quindi, è più un parlare della “filosofia” di questo gioco. Un’occasione per proporre e ragionare sulle idee, senza nessuna intenzione di dare giudizi sulle persone. In questo mondo “social” è diventato molto facile urtare la suscettibilità delle persone più sensibili, anche quando parli di altro. È ambiguo il nostro tempo, proprio mentre crescono gli strumenti di comunicazione, è proprio la comunicazione in sé che ne risente...

Metto quindi un po’ in ordine le idee sulla mia panchina, consapevole che, nel parco, ad uno di questa panchina non gliene può fregar di meno, ma a me ora interessa questa: i Master.

Ad oggi, mi accorgo che se sono ancora qua, non è per vincere partite o guadagnare adrenalina, ma per la sfida con me stesso che il master è capace di risvegliarmi.

Non voglio scandalizzare nessuno, ma nove anni sono tanti, e scavare buche nella sabbia o giocare sullo scivolo, che qualche anno fa erano il motivo per cui andavo al parco, ora non lo sono più, ma al parco ci vengo ancora ed un po’ già mi chiedo domani cosa mi attirerà.

Chi sta dietro ad un gioco deve valutare con molta attenzione tanti elementi, soprattutto cercare continuamente nuove risposte alle domande di sempre: come faccio a coinvolgere nuovi utenti? Come posso non perdere chi già c’è?

L’obiettivo di un gioco, ciò che ne garantisce la sopravvivenza è che molti partecipino. In questo noi abbiamo un’arma importantissima nei “creatori” del nostro gioco: le figurine ed i mostriciattoli sono solo due delle ultime invenzioni, ma che dire delle Carte, dei Tornei, Procuratori… Continuate così ragazzi! Offrite sempre nuove possibilità: scarpe, guanti, magliette, tifosi, sponsor, squadre, leghe... Cavalcate la vostra fantasia e creatività! C’è un mondo da sviluppare davanti che ancora vi aspetta! E ci sono idee di ieri da valorizzare e arricchire, prima di pensare se scartarle.

La crescita, in questo gioco, avviene attraverso due strade: la gradualità ed il fattore “random” (guardate con che finezza ho evitato la parola culo!). Ogni gioco ha alla base una struttura numerica che permette le due dinamiche: ad esempio, ho una percentuale bassissima di trovare una figurina: più sfido, più possibilità avrò di trovarne. Il random funziona così. Mentre la mia crescita di livello segue il criterio della gradualità, cioè dipende dal tempo, che può accorciarsi grazie a soldi ed adrenalina. In altre parole, se io quando vado a lavorare non vengo pagato in proporzione all’impegno, c’è qualcosa che tocca. Il campo del random c’è quando scommetto, se ci azzecco vinco il pacco, altrimenti nada. Poi il fatto che io becchi sempre dei JG Coins è un altro problema…

Il master, come elemento del gioco, al momento continua a mostrare una contraddizione interna che, a mio avviso, va sanata.

Grazie ai preziosi calcoli di John il Rosso, da tre anni sappiamo quante sfide vinte, perse e pareggiate, sia che tu sia supporter o non lo sia, ti servono per raggiungere ogni livello dei master. Eppure i premi non sono sempre proporzionati allo sforzo e questo non va bene per chi si sente stimolato dal desiderio di raggiungere un obiettivo.

Un punto debole di questo gioco è l’aggiornamento alla luce dell’evoluzione.

Cioè, negli anni, secondo la fisiologia incrementale di un gioco come questo, sono subentrati nuovi premi, oggetti e gemme che, nell’uso, hanno pensionato i vecchi.

Ha ancora senso mettere nei premi dei master gemme gialle, arancioni, rosse che già si possono acquistare in tutte le salse… Quando abbiamo gemme bellissime come le rosa e celesti? Non le vogliamo togliere dal gioco? Ok, ma abbiamo già sufficienti spazi in cui procurarcele. Forse ci possono ancora stare nelle carte, che seguono la logica del random, ma anche qui potrebbero apparire anche tricolore e rosa, per esempio. Poi con tutti questi bellissimi oggetti nuovi… Gemme e boost si comprano, ma gli altri? Questo ripensamento dei premi credo potrebbe essere una pista che in generale si dovrebbe entrare nell’ordine di dover intraprendere prima o poi.

Ma tornando al tema che mi sta più a cuore, ovvero quello dei Master, i criteri che dovrebbero animare sempre tutti i master sono due: fattibilità e proporzionalità.

Bisognerebbe riprendere tutti i Master in considerazione e riassemblarli a partire da questi due criteri. Devono essere realisticamente “terminabili” nel tempo che chi li propone viene messo a disposizione e devono contenere oggetti belli e proporzionatamente in crescita.

Dovrebbero avere sempre un numero di livelli in modo da evitare la situazione di questi master natalizi, dove i premi belli sono alla fine; ma dove per raggiungerli dovresti tenere una media di circa 800 sfide vinte al giorno… Un po’ come dire: “sai che dopo essere uscito con Diletta Leotta, puoi uscire anche con Charlize Theron e Adriana Lima insieme?”… Grazie… Adesso che lo so sto meglio!

Un conto sono le dinamiche legate al gioco delle carte, ai mostriciattoli, alle figurine, dove, come nella tombola, siamo nel campo del random; un altro sono quelle legate alla crescita che seguono modelli di sviluppo. È come se io, giocando, non crescessi nelle stat, ma… potrei calare o non crescere. C’è gente che continuerebbe a giocare ad un gioco così? Io non giocherei ad un gioco dove non venissero premiati l’impegno e l’attività.

Constato con molto piacere che quello dei Master è un mondo in evoluzione. Quelli estivi sono stati bellissimi perché avevano entrambe le caratteristiche necessarie: fattibili e con premi proporzionati.

Ma Streghetta, novità autunnale, pur avendo premi più belli del solito, si vedeva ancora mancare del criterio della gradualità ad ogni livello, cioè dell’importanza del premio consegnato in rapporto alla fatica fatta per raggiungerlo. I precedenti Master non sono ancora stati aggiornati nella bellezza dei premi e, auspico che quando verranno ripresi in considerazione, si aggiusti anche la proporzionalità crescente.

Infine, un pensiero al mio grande nemico: King Mark. Il tiranno è ancora vivo!

Per farvi capire, sono a livello 23 e per avanzare di 1 punto devo fare un centinaio di sfide… No, parliamone… E' la morte del desiderio!

Che devo fare? Senti, lo so che è freddo ed il tempo è avverso, ma quando migliora, me ne torno al parco sulla mia panchina a chiacchierare con Capitan Mutanda ed il Professor Chiappone. Se vuoi venire anche tu, ti aspettiamo, andiamo al bar e ci facciamo due coche e due caffè…

In ogni caso... Buon Natale!










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20 Dicembre 2018, 15:12
Cagnaccio
Utente

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Capitan Mutanda e il ritorno del professor Chiappone è un'ottima lettura, soprattutto mentre si fa la cacca, è di piacevole accompagnamento.










20 Dicembre 2018, 19:25

Io non credevo esistessero ancora i master 


Comunque tanta passione ma purtroppo credo ci sia poco da fare in questo game










20 Dicembre 2018, 20:41
Diego08
Utente

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condivido in pieno quando detto da te marghe ma purtroppo se non lo legge chi di dovere non cambia nulla










20 Dicembre 2018, 21:08
wolfone
Utente

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Concordo. Grazie margheritoni. Avevo scritto anche io sperando in un feedback ma non ho avuto risposte, spero qualcuno risponda qua.


Saluti da master wolfone










21 Dicembre 2018, 12:20

Anche io tempo fa avevo proposto qualcosa, ma nessuna risposta

nessun cenno

nessun poi lo leggerò

 

Io voglio giustizia

 

Voglio un CS più pulito

Voglio un CS più seguito

Voglio un CS più ardito

Voglio uno staff più addolcito

Voglio uno staff meno allibito

Voglio un confronto più approfondito

E un Wolfone meno ermafrodito

Non sono pentito, forse rimbecillito

ma per me CS è un rito

e mi chiamo Baggio non posso essere zittito

 

Adesso il mio malus sarà servito

 

Ciao bella gente, il futuro sarà a colori non sarà sbiadito










21 Dicembre 2018, 17:03
Tombola
Utente

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grazie Marghe per il bellissimo racconto che hai fatto, per le note di colore e nostalgia che mi hai evocato su questa lunga esperienza che ormai da anni ci accomuna tutti ai noi vecchietti del gioco.

Sui master sono assolutamente d'accordo andrebbero rivisti in base ai due criteri da te indicati..attualmente ci sono diversi master che, a parte essere non umanamente terminabili, prevedono dei premi che non sono sempre migliori via via che si sale.

Speriamo che prima o poi i nostri fabbricanti di balocchi riescano a sistemare anche questo aspetto del nostro parco giochi 










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21 Dicembre 2018, 18:06

Complimenti Margheritoni per l'impegno e la dedizione che dimostri scorrendo tra le righe, però ti devo dare una brutta notizia: questo gioco, con questa mentalità, a mio modesto parere, rimarrà per una nicchia di persone. Impensabile rimanere collegati così tante ore senza un tornaconto in termini di divertimento. 

Un saluto da un PG molto, molto vecchio nel mondo di CS.










24 Gennaio 2019, 19:47
kemot
Utente

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Wow marghe. Sono stati i 7 minuti meglio spesi della giornata. U. U scrivi più spesso 










25 Gennaio 2019, 12:24

Attento MArgheritoni che potresti innamorarti di Queen Margherita!










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Perché fai fatica a parlare con i mobili?...perchè il tavolo è riservato...
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